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Guida

Marca temporale: che cos'è e a cosa serve

Fa parte del percorso Formati e marca temporale · Firma elettronica: tipi, formati e modalità

Informazione generale, non consulenza legale. Il testo si basa sul regolamento eIDAS (consultato su EUR-Lex il 15 ottobre 2026) ed è soggetto a revisione specialistica.

La marca temporale è un’attestazione elettronica che lega un contenuto a una data e a un’ora precise, emessa da un soggetto terzo. Serve a dimostrare che un documento esisteva, nella forma in cui è stato marcato, in quel momento.

Nella terminologia del regolamento europeo eIDAS si chiama validazione temporale elettronica: «dati in forma elettronica che collegano altri dati in forma elettronica a una particolare ora e data, così da provare che questi ultimi esistevano in quel momento» (art. 3, n. 33).

Come funziona

  1. Dal documento viene calcolata un’impronta (hash): una sequenza che cambia anche se si modifica un solo carattere.
  2. L’impronta viene inviata a un servizio di marcatura temporale.
  3. Il servizio la associa a data e ora e la sigilla con la propria firma o con il proprio sigillo elettronico.
  4. Il risultato si può verificare in seguito: se il documento cambia, l’impronta non corrisponde più.

Cosa dice eIDAS sugli effetti

  • Qualsiasi validazione temporale elettronica: non possono esserle negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in giudizio per il solo motivo della sua forma elettronica o perché non soddisfa i requisiti della validazione qualificata (art. 41, par. 1).
  • Validazione temporale elettronica qualificata: gode della presunzione di accuratezza della data e dell’ora che indica e di integrità dei dati a cui sono associate (art. 41, par. 2).
  • Riconoscimento europeo: una validazione temporale elettronica qualificata rilasciata in uno Stato membro è riconosciuta in tutti gli altri (art. 41, par. 3).

Per essere «qualificata», la validazione deve rispettare requisiti precisi: collegare data e ora ai dati in modo da escludere ragionevolmente modifiche non rilevabili, basarsi su una fonte accurata di misurazione del tempo collegata al tempo universale coordinato ed essere apposta con la firma avanzata o il sigillo avanzato di un prestatore di servizi fiduciari qualificato, o con un metodo equivalente (art. 42).

Cosa non fa

  • Non sostituisce la firma. Attesta quando, non chi ha firmato.
  • Non attribuisce da sola «valore legale» alla firma. Gli effetti dipendono dal tipo di marca (qualificata o no) e dal tipo di firma a cui è associata.
  • Non è conservazione. Datare un documento non equivale a conservarlo secondo le regole sulla conservazione dei documenti informatici, che è un processo distinto.

Marca temporale e firma

La marca temporale si usa spesso insieme alla firma per fissare il momento in cui il documento firmato esisteva. È utile, per esempio, quando serve dimostrare che la firma è stata apposta prima di una certa data, o che il file non è stato modificato dopo.

In IoFirmo

IoFirmo permette di aggiungere una marca temporale rilasciata da un ente di certificazione esterno. Questo sito non qualifica la marca come «qualificata»: per sapere se una marca temporale soddisfa i requisiti dell’art. 42 è necessario conoscere il prestatore che la emette. Per il quadro completo: tipi di firma e modalità.

Domande frequenti

La marca temporale dà valore legale a un documento? Non da sola. Attesta data e ora; gli effetti dipendono dal tipo di marca e dal documento. Per la firma contano tipo e processo.

Serve una marca temporale su ogni documento? No: dipende dall’uso. Valuta con chi riceve il documento.

Una marca temporale sostituisce la conservazione? No: sono due cose diverse.

Fonti ufficiali

Pubblicato il 15 ottobre 2026. Testo in attesa di revisione legale prima della pubblicazione definitiva.

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